Art. 91 - Banca delle ore – Lavoro straordinario

 

1. L’azienda ha facoltà di chiedere prestazioni lavorative aggiuntive all’orario giornaliero normale del lavoratore/ lavoratrice nel limite massimo di 2 ore al giorno o di 10 ore settimanali.

2. Flessibilità. Le prestazioni aggiuntive, fino a 50 ore nell’anno, rappresentano uno strumento di flessibilità e quindi non costituiscono lavoro straordinario e danno diritto al recupero obbligatorio secondo il meccanismo che segue. Tale meccanismo opera – d’intesa fra l’azienda ed il lavoratore/lavoratrice – anche tramite una riduzione della prestazione giornaliera prima che si verifichi un prolungamento della stessa rispetto all’orario di lavoro normale dell’interessato. Per le prestazioni aggiuntive per le quali sono previste maggiorazioni superiori a quella relativa allo straordinario diurno feriale il lavoratore/lavoratrice, per le prime 50 ore di prestazioni aggiuntive, può scegliere il recupero secondo il meccanismo della banca delle ore che segue, ovvero il compenso per lavoro straordinario.

3. Lavoro straordinario. Oltre il limite di cui al comma che precede, le prime 50 ore danno diritto al recupero secondo il meccanismo della banca delle ore o al compenso per lavoro straordinario, a richiesta del lavoratore/lavoratrice.Le ulteriori 50 ore danno diritto al compenso per lavoro straordinario appresso indicato.Comunque il lavoro straordinario può essere effettuato entro il limite massimo di 100 ore per anno solare: detto limite va osservato nei confronti di ciascun dipendente.Il lavoro straordinario non può essere effettuato nel giorno di domenica, nei giorni festivi, ed in quello del sabato (ovvero di lunedì nei casi di distribuzione dell’orario settimanale dal martedì al sabato) salvo particolari ed eccezionali esigenze.

4. Criteri di recupero. Nei primi 4 mesi dall’espletamento delle prestazioni aggiuntive il recupero può essere effettuato previo accordo tra azienda e lavoratore/lavoratrice. Trascorso tale termine, il lavoratore/lavoratrice ha diritto al recupero nel periodo prescelto, previo preavviso all’azienda di almeno:

1 giorno lavorativo, per il caso di recupero orario;
5 giorni lavorativi, per il caso di recupero tra 1 e 2 giorni;
10 giorni lavorativi, per il caso di recupero superiore a 2 giorni.

5. Resta fermo che il recupero dovrà comunque essere effettuato non oltre 10 mesi dal predetto espletamento.

6. Nei casi di prolungate assenze – quali malattie, infortuni, maternità, servizio militare – che abbiano impedito l’effettuazione del recupero entro i predetti termini, il lavoratore/lavoratrice interessato potrà scegliere tra la fruizione del recupero al rientro in servizio entro un congruo termine da concordare con l’azienda, ovvero la corresponsione del relativo compenso per lavoro straordinario. Tale compenso viene riconosciuto, altresì, nei casi di cessazione del rapporto, per le prestazioni aggiuntive non recuperate.

7. Il lavoratore/lavoratrice può verificare periodicamente il numero delle ore aggiuntive da lui eseguite.

8. L’azienda deve comunicare mensilmente alle organizzazioni sindacali dei lavoratori/lavoratrici stipulanti il numero complessivo delle ore di lavoro aggiuntivo effettuate nell’ambito di ogni singolo ufficio, servizio o dipendenza, specificando il numero dei lavoratori/lavoratrici che hanno effettuato dette prestazioni.

9. E’ in facoltà di un componente la rappresentanza sindacale del personale, appositamente designato dalle predette organizzazioni sindacali dei lavoratori/lavoratrici o a turno da ciascuna di esse, di prendere visione delle registrazioni relative al lavoro aggiuntivo.

10. Le prestazioni di lavoro aggiuntive devono essere autorizzate, di volta in volta, dall’azienda e registrate nei modi prescritti dalla legge.

11. Il lavoro straordinario viene retribuito con la corresponsione di un compenso pari alla paga oraria ai fini di cui sopra con le seguenti maggiorazioni:

25% nei giorni feriali;
30% nel giorno di sabato (ovvero nel giorno di lunedì, nei casi in cui la settimana lavorativa è distribuita dal martedì al sabato);
55% di notte (fra le 22 e le ore 6);
65% di notte nei giorni destinati a riposo settimanale e nelle festività infrasettimanali.

12. La paga oraria viene calcolata dividendo il 90,66% di un dodicesimo dell’ammontare annuale delle seguenti competenze:

stipendio;
scatti di anzianità;
importo ex ristrutturazione tabellare;
13ª mensilità,

e ove spettino:

il 100% dell’indennità per lavori svolti in locali sotterranei;
il 100% dell’indennità di turno diurno;
il 90,66% degli assegni mensili di anzianità (compresa la differenza annuale per le aziende già destinatarie del ccnl ACRI),

per un divisore fisso che si determina moltiplicando l’orario settimanale per 52 e dividendo il prodotto per 12, con arrotondamento a 5 per difetto.

13. Il relativo compenso deve essere corrisposto nel mese successivo a quello di effettuazione della prestazione.

14. Il lavoratore/lavoratrice può presentare eventuali reclami concernenti compensi per lavoro straordinario che devono essere presentati entro 12 mesi dalla data in cui avrebbe dovuto effettuarsi l’erogazione.

15. A far tempo dalla data di completamento della redazione del testo coordinato del presente contratto, ai fini dell’individuazione della paga oraria utile per il calcolo del compenso per lavoro straordinario, per il personale già destinatario del contratto nazionale ACRI 19 dicembre 1994 – limitatamente al personale in servizio al 1° novembre 1999 – verranno anche considerate, al 100%, l’indennità di reggenza e tutte le voci corrisposte per le mensilità eccedenti le dodici.

Norma transitoria

Gli accordi aziendali in atto alla data di stipulazione del presente contratto in materia di banca delle ore verranno riesaminati in tale sede alla luce dei criteri definiti dalla presente norma.

Dichiarazione delle Parti

Le Parti stipulanti convengono sulla necessità di contenere il ricorso al lavoro straordinario.

Laddove tale ricorso assumesse generalmente carattere di rilevante entità e continuità, in sede aziendale si darà luogo ad un apposito incontro nel corso dell’anno, su richiesta degli organismi sindacali aziendali, per un esame congiunto delle cause e per valutare gli interventi possibili in coerenza con il suddetto obiettivo.

 

NOTE

E’, intuitivamente, norma che trae il suo impianto dall’Acc. 11.7.1999.

In realtà, a parte il meccanismo della banca delle ore che rappresenta uno degli aspetti più innovativi e caratterizzanti di tutto il nuovo contratto,  la normativa pregressa è largamente presente in tutto l’articolo e la si ritrova anche in quelle parti formalmente nuove, ma che altro non sono che un adeguamento o una riproposizione di criteri precedenti.

In merito al calcolo della paga oraria, 12° comma, la percentuale del 90,66% su cui vanno calcolate quasi tutte le voci che entrano nel computo è una diretta conseguenza del combinato effetto della riforma della retribuzione e del principio che questa doveva avvenire a costo zero.

Sullo stesso tema, l’ultimo comma è chiaramente uscito dal confronto successivo all’11.7.1999 e costituisce la norma che salvaguardi le possibili situazione di maggior favore presenti in ACRI.

La dichiarazione delle parti era presente in entrambi i precedenti contratti (art. 84 ASS., 71 ACRI).

L’introduzione dell’istituto della banca delle ore ha comportato non pochi quesiti applicativi, a loro volta conseguenti da tensioni interpretative che hanno richiesto reiterati incontri con la controparte . Quanto si è concordato è stato in parte inserito nell’accordo 30 marzo 2000 e in parte ha costituito oggetto di puntualizzazione dell’ABI alle associate.

Riepiloghiamo tutti i chiarimenti che sono emersi dopo l’11.7.99 e sui quali, lo ripetiamo, vi è perfetta consonanza interpretativa fra le OO.SS. e l’ABI.

Le 23 ore derivanti dall’opzione di mantenere l’orario settimanale di 37 ore e 30 rientrano nel primo pacchetto di 50 ore per le quali è previsto il solo recupero e sono disponibili dall’inizio dell’anno.

Le prestazioni aggiuntive per le quali sono previste maggiorazioni superiori a quella dello  straordinario diurno feriale (25%9 e cioè lo straordinario effettuato di sabato, festivi e notturni, anche per le prime 50 ore il lavoratore può scegliere il recupero secondo il meccanismo della banca delle ore (perdendo l’intera maggiorazione) ovvero il compenso per lavoro straordinario.

In caso di mancato recupero per cause di forza maggiore (assenze con diritto alla conservazione del posto di lavoro) entro 10 mesi dall’effettuazione, le ore non vanno perse, ma l’interessato potrà scegliere tra la fruizione del recupero al rientro in servizio entro un congruo termine da concordare con l’azienda ovvero la corresponsione del relativo compenso.

In caso di cessazione del rapporto di lavoro, le ore non recuperate vanno monetizzate con la maggiorazione prevista.

Nel caso di passaggio dalle aree professionali ai quadri direttivi, si dovrà procedere alla “liquidazione” della posizione del lavoratore al momento del passaggio, operando eventualmente anche il proporzionamento delle 23 ore. Nel caso di “credito” del lavoratore si procederà al recupero entro un congruo termine ovvero alla monetizzazione secondo il regime delle prestazioni straordinarie; nel caso di “debito” del lavoratore, si dovrà tener conto nella “prestazione lavorativa” ex art. 71 del maggior numero di permessi a recupero già fruiti dall’interessato.

            Un ultimo aspetto riguarda il limite quantitativo minimo del permesso a recupero. I precedenti permessi ex art. 56 CCNL ASS. erano frazionabili nel limite minimo di un ora, criterio senz’altro applicabile anche al recupero delle prestazioni aggiuntive per effetto della banca delle ore. Tuttavia, è possibile anche la fruizione di permessi di durata inferiore nell’ipotesi di contabilizzazione aziendale per frazioni di ora delle prestazioni eccedenti l’orario normale.

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